I materiali che costituiscono l’Archivio del Museo Storico dell’Oro Italiano interessano il minerale oro, nei suoi vari aspetti, i minerali metalliferi che generalmente lo accompagnano nei giacimenti naturali e le attivitàminerarie che li hanno interessati, con particolare riguardo all’Italia. Gli “sconfinamenti”, talora soltanto apparenti, talora sostanziali, sono dovuti a diversi interessi del curatore, più o meno collegati alle ricerche specifiche, e, in qualche caso, alla casualità di acquisizione. Essi, infatti, sono stati raccolti, dall’Autore (G.Pipino), nel corso della cinquantennale attività di ricerca storica ed esplorativa, in Italia e all’estero, e conservati con cura per avere sempre alla mano, assieme alla raccolta bibliografica specifica, utili punti diriferimento e di confronto per i propri studi.

Date le finalità, e per agevolare la ricerca, cataloghi specifici si sono resi necessari, e inevitabili sono gli aggiornamenti conseguenti alla continua opera di acquisizione. Un primo catalogo-inventario generale, della Biblioteca e dell’Archivio, fu pubblicato nel 2004; nel 2009 fu pubblicata un catalogo specifico della Biblioteca, più che raddoppiato rispetto al precedente, e già si sente la necessità di una nuova edizione accresciuta, data la non indiffferente mole di nuovi acquisti. Per quanto riguarda l’Archivio, un catalogo specifico è stato pubblicato nel 2014: i materiali poi aggiunti non sono molti, ma in taluni casi appaiono veramente significativi.

Il materiale è eterogeneo ed è raggruppato per aree tematiche e geografiche. Dato che lo scopo era quello di avere alla mano quanto potesse servire per approfondite ricerche locali, sono stati raccolti documenti e pubblicazioni originali, quando possibile, ma anche fotocopie in biblioteche e archivi, non soltanto italiani. I documenti originali sono comunque abbondanti e, data la loro unicità, sono stati opportunamente evidenziati nel testo. La maggior parte di essi riguarda Piemonte e Valle d’Aosta, le nostre classiche regioni “aurifere”, e la Liguria, regione interessata dalle prime attività esplorative dell’Autore; particolarmente interessate sono anche Toscana Meridionale e Sardegna, regione scopertesi aurifere proprio a seguito della sua attività. Non sono, ovviamente, state trascurate tutte le altre regioni italiane, per le quali sono state cercate e raccolte tutte le notizie possibili, e così pure per le più significative zone aurifere di varie parti del Mondo.

Come precedentemente riferito, i materiali originali, più o meno antichi, sono stati reperiti sul mercato antiquario o acquisiti per scambi e donazioni. Particolarmente importanti sono state le donazioni di René Bruck, Guglielmo Rebora, Maurizio Stupini e, soprattutto, di Franco Meliconi di Grosseto, al quale si deve il recupero di parte dell’archivio della RiMin, a Follonica, dopo la dissoluzione dell’ente parastatale seguita allo scandalo “Tangentopoli” e all’inchiesta “Mani pulite” (2003). Da aggiungere, rispetto al materiale precedente, la mole di materiale “savonese” donato dalla famiglia Trinchero, erede del comm. Bartolomeo Accornero.

 

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